L’ Amerigo e…

Graziella

Graziella è l'anima dell'Amerigo e l'imbarcazione è il contenitore perfetto per i suoi talenti, le sue attitudini e tutte le sue capacità professionali.
Nel corso della sua vita, come spesso accade a persone duttili ed eclettiche, ha collezionato svariate esperienze lavorative ed accettato numerose sfide, tutte affrontate con grande ottimismo e con il massimo impegno: l'ultima, in ordine di tempo, è il recupero dell’Amerigo.
Le sue attività, spesso modulate in base alle esigenze dei suoi cari, hanno causato continui spostamenti tra la Sardegna, la Romagna e successivamente la Liguria.
Inizia giovanissima a lavorare nel settore alberghiero ed in quello della ristorazione: prima come impiegata, poi come imprenditrice. Oltre a queste attività ha gestito un negozio di abbigliamento, un bar-discoteca sulla spiaggia, un ufficio di pratiche legali e dipinto più di 30 quadri. Entusiasmo e perfezionismo, apparentemente inconciliabili, sono sempre stati il motore e l’arbitro delle scelte di Graziella. Integrandosi con esso, le sue radici sarde rendono più accurata la generosità del suo cuore romagnolo e generano una particolare adattabilità.
Da bambina suo padre la portava con sè a pescare, (persino di notte, nell’attesa che i suoi fratelli, crescendo, potessero sostituirla) e negli anni, anche dopo il suo trasferimento “in continente”, non ha mai perso il contatto con il mare. Dopo essere stata a lungo ospite e/o parte dell’equipaggio di barche altrui, attraverso una serie di vicissitudini le viene affidato un Neptunus di 14 metri su cui inizia il suo apprendistato da restauratrice. Senza quell’esperienza l’avventura dell’Amerigo forse non sarebbe mai iniziata. Sobbarcarsi le fatiche e gli oneri degli anni di lavoro necessari per il suo recupero richiedeva una buona dose di coraggio: anche lavorando a tempo pieno, sarebbe stata un’impresa di lunga durata, con mille incognite! Qui potete trovare immagini e dettagli delle vicende del recupero.
Dall’inizio dei lavori ad oggi, Graziella ha dedicato tutto il suo tempo ai restauri ed alla manutenzione dell’Amerigo. Giorno dopo giorno ne ha avuto cura affinché diventasse ciò che è attualmente: un insolito, romantico, paradiso per buongustai.

Roberto e Michele

Al lavoro di Roberto e di suo figlio Michele è stata dedicata la prima fotogallery nella pagina della cucina. Gran parte del pesce fresco servito sull'Amerigo arriva direttamente dal golfo di Palmas, in Sardegna, dov'è ancorato il loro peschereccio. Roberto è l'unico della famiglia ad aver trasformato la passione ereditata dal padre in un vero lavoro ed ha scelto di tornare in Sardegna dopo anni di assenza per potervisi dedicare interamente. Inizia l'attività utilizzando la piccola barca del babbo in attesa di poterla sostituire; poi negli anni acquista altre barche,sempre più grandi. L'ultima (quella che potete vedere nella foto) viene gestita insieme a Michele che da qualche anno collabora con il padre.
Prima di scegliere la vita "romantica" del pescatore, Roberto ha vissuto in Romagna, dove si era trasferito a soli 16 anni seguendo i fratelli Damiano, Graziella e Mauro. Ha sempre lavorato come cuoco, durante i primi anni a Lido di Savio all'hotel Reno, successivamente a Cesenatico: al Trocadero, Da Vittorio ed al Peccato Veniale, che all'epoca serviva carne e pesce fresco alla griglia. Durante gli anni sul "continente" Roberto si specializzò nella cucina di pesce, "dalle reti alla brace", secondo le tradizioni dei paesi di mare prima della globalizzazione.
"Roberto ha sempre avuto il dono dell'abbinamento ideale tra condimento e pesce. Dice che i sapori non devono prevaricarsi tra loro, motivo per cui è contrario all'utilizzo scriteriato dell'olio d'oliva e delle spezie. Il pesce che vive in acque pulite è buono anche da solo e Roberto conosce bene il suo mare: sa sempre dove, quando e cosa pescare!" dice Graziella. Anche la carne e molti degli ortaggi cucinati sull'Amerigo arrivano dalla Sardegna. (L'anticipo richiesto per la prenotazione di cene ed eventi non sarebbe necessario se si acquistassero gli ingredienti dove capita!)
Nonostante la giovane età anche Michele ha già una discreta esperienza in cucina. Durante il fermo di pesca e quando i suoi impegni lo permettono, lavora con Graziella sull'Amerigo.

Paolo

Per restaurare i molti legni dell’Amerigo furono interpellati svariati esperti.
La scelta cadde su Paolo Cara perché invece di “sostituire, modificare, convertire”, propose di risanare in modo chirurgico le travi originali e gli arredi in legno, trattare il tutto con vernici speciali e rendere i materiali “pari al nuovo”. Grazie a lui l’Amerigo ha potuto conservare le sue panche, nonostante alcune fossero molto usurate, e tutti gli altri elementi in legno presenti sull’imbarcazione.
Specializzato in restauro navale classico ed antico, il maestro d’ascia Paolo Cara ha realizzato molti interventi su imbarcazioni difficili ed alcuni progetti straordinari. Viene interpellato quando ad altri la ristrutturazione sembra impossibile, in caso di imbarcazioni poco comuni o con problematiche insolite, poco conosciute.
Sono suoi i molti interventi effettuati per il restauro del Rurik, un rarissimo smack yacht dei primi del ‘900, riportato da Paolo alla sua versione originale dopo l’asportazione di un recente rivestimento in vetroresina. Qui potete leggere ulteriori dettagli.
Ha inoltre realizzato l’albero, l’antenna e modificato la struttura di un vecchio gozzo di 6 metri per renderlo simile a quelli raffigurati nelle antiche battaglie navali del delta del Nilo. L’imbarcazione, con poppa e prua simmetriche, gli fu commissionata dall’ingegner Marongiu perché questi desiderava sperimentare la navigazione senza l’uso del timone! Per tutti i dettagli visitate questo link.
Non solo chirurgo del legno e studioso appassionato di storia navale ma anche falegname d’eccellenza, la sua competenza non ha bisogno del solito marketing da inserzione pubblicitaria: la sua notorietà nasce dal passaparola. Non stupisce trovare il suo nome su un forum dedicato al legno, in merito ad un problema di parassiti e compatibilità di materiali: “… se vuoi un consiglio passa al bar di Stefano sul lungomare di Sant’Antioco e chiedi di Paolo Cara...”

Cristian

Cristian è il decoratore dell’Amerigo ed un artista molto conosciuto nel suo settore. Durante i lavori si era instaurato un rapporto d’amicizia con il gruppo dei restauratori e spesso il tempo trascorso insieme si estendeva oltre le ore di lavoro. Cristian, originario di Bosa ed appassionato di esplorazioni, conosceva il territorio circostante alla perfezione ed una sera coinvolse tutti in una strana quanto improbabile "passeggiata" notturna. Dopo un lungo cammino al freddo nell’entroterra di Sardegna, scoprirono che tanta fatica era servita a raggiungere una sorgente di acqua calda in mezzo al bosco!
Quella delle escursioni è solo una delle passioni di Cristian. La sua casa, come si conviene a un vero artista, contiene ogni sorta di materiali, oggetti e sue creazioni. Graziella racconta che smise di ammirare le sue cose per evitare che Cristian, generosissimo, le regalasse tutto ciò che attirava la sua attenzione.
I fregi d’oro sullo scafo dell’Amerigo e le “campane” satellitari piuttosto originali sono di sua creazione. In effetti il loro colore metallizzato ricorda vagamente i serbatoi delle Harley... tranne quello della moto preferita di Cristian (annerito durante un incendio), su cui non ha mai voluto sperimentare le sue tecniche. Il marchio “Ellis Garage” è arrivato fino in America grazie ad uno speciale trattamento della cromatura inventato da lui (che non intende svelare), per cui gli sono stati assegnati numerosi premi. Soprattutto Harley Davidson e caschi, ma anche vecchie moto e auto di qualunque epoca ricevono da lui un vestito nuovo, originale, spesso ironico. Non solo cromature, colori cangianti e disegni fantasiosi, ma l’utilizzo di materiali inediti (finti smeraldi come tappo del serbatoio; rubinetti d’ottone, catene navali e vetri rotti al posto dei soliti manubri) hanno portato il suo marchio tra quelli dei primi “painters” italiani.
Ora anche l’Amerigo può fregiarsi di “satellitari” e decori d’autore!

Matteo

Matteo si è aggiunto in tempi recenti al fan-club dell’Amerigo.
Grande appassionato di motori, possiede una collezione di auto d’epoca, molte risalenti allo stesso periodo dell’imbarcazione.
Era impossibile, per un nostalgico dei favolosi anni ‘70 non innamorarsi dell’Amerigo e della sua atmosfera e Matteo ha creato un itinerario apposito per permettere ai suoi “viaggiatori” di conoscere l’imbarcazione e la cucina speciale di Graziella.

Lui e la sua famiglia vivono in Toscana nella provincia di Siena, ma, nonostante la distanza, desidera che gli ospiti dell’Amerigo possano utilizzare il suo prezioso parco macchine per viaggiare anche sulla terraferma “in modo romantico”, con un’identità di altri tempi.
Le sue auto percorrono l’Italia in ogni direzione e Matteo è sempre in movimento. La sua collezione si è formata in modo graduale, attraverso la paziente ricerca di auto rare o speciali, che potessero essere riportate allo splendore originale.
Non solo modelli di auto italiane come la mitica Fiat 124 spider (prima serie), la Giulietta spider o la Ferrari308, ma anche vetture di marche straniere (Mg, Porsche,Triumph e molte altre) ed alcune “chicche”.
Se desiderate conoscere la collezione e sapere di più sulla storia delle auto di Matteo Padoan visitate il suo sito, "Zephyrus".

Marco

Di origini lombarde, ex proprietario di una nota auto-officina, Marco è il mago dei motori dell’Amerigo. La sua è una passione a 360°: dalle auto d’ogni categoria alle moto di grossa cilindrata ed infine alle barche, un sogno da lui lungamente coltivato. Fin da ragazzo sognava di vivere al mare e, anche se precedentemente all’Amerigo si era occupato di altre imbarcazioni, queste non gli avevano dato piena soddisfazione perché rigorosamente confinate entro le rive del Lago di Como.
Grazie alla sua esperienza con motori appartenenti a diverse categorie, ha trovato varie soluzioni per migliorare ulteriormente le prestazioni dell’Amerigo. Negli anni del restauro ha vissuto per lunghi periodi da solo sull’imbarcazione, in full immersion nella sala macchine. Durante la sua permanenza in solitario (fino ad un massimo di 2 mesi) ha smontato ogni elemento della meccanica di bordo, su incarico dell'amico Rino.

Rino

Da quando vide l’Amerigo in secca sotto il sole impietoso di Porto Torres, Rino si è interessato alle vicende del restauro in vari modi, appropriandosi della gestione di tutte le operazioni inerenti alla ricostruzione: gradiva che nessuno interferisse con le sue scelte e che ogni cosa fosse sotto la sua personale supervisione.
Munito di patente nautica da quando era ragazzo, (prese successivamente anche il brevetto da pilota) nel tempo ha trasformato l’hobby delle barche in una vera occupazione.
Infatti, a partire dagli anni ‘90, ha messo in sesto e poi rivenduto altre 3 imbarcazioni, più piccole dell’Amerigo; mentre Marco frequentava le rive del Lago di Como, Rino era impegnato in opere di restauro sul Lago Maggiore. In trent’anni la sua passione per elicotteri ed imbarcazioni si è estesa a qualunque altro mezzo di locomozione, soprattutto moto di grossa cilindrata, e l’amicizia con Marco inizia proprio per questo, a causa di un guasto, all’interno della sua auto-officina.
Il restauro dell’Amerigo, era, in quegli anni, l’occupazione preferita per entrambi.
Attualmente problemi personali non gli permettono di occuparsi oltre dell'Amerigo.